Libertà in Testa intervista Simone Balestrini, presidente dei Giovani Monarchici

Alessandro Borganti, Presidente di Libertà in Testa, intervista il nostro Presidente e Fondatore, Simone Balestrini.

Di seguito la trascrizione dell’intervista insieme al video su YouTube. Grazie a LIT per questa opportunità da parte di tutti noi!

Intervista ai Giovani Monarchici

Alessandro Borganti: innanzitutto, Simone, volevo chiederti chi sei, qual è il tuo background e come mai ti sei dedicato alla causa monarchica?

Simone Balestrini: quella del mondo monarchico è una passione quasi innata che ho da quando ero bambino. Questo mondo di grandi personaggi con una grande storia ed il correlato, solenne aspetto cerimoniale mi ha subito affascinato.

Col passare degli anni questa iniziale fascinazione si è evoluta viaggiando nei luoghi legati alle case reali e studiando. All’università, questa passione si è poi concretizzata sempre più e dal 2012 posso considerarmi un “attivista monarchico”.

Prima ho militato nell’Unione Monarchica di cui sono stato segretario del Fronte Monarchico Giovanile per diversi anni e, successivamente, con un nutrito gruppo di amici che condividono la mia passione, ho fondato una nuova realtà che sono, appunto, i Giovani Monarchici.

Alessandro Borganti: questo progetto, i Giovani Monarchici, in cosa consiste esattamente? Che obiettivi si pone?

SB: essenzialmente, noi Giovani Monarchici ricerchiamo un futuro più prestigioso e stabile per l’Italia: è evidente che negli ultimi 10-20 anni il paese abbia vissuto un periodo di grave crisi sociale, politica ed identitaria.

Per questo, vogliamo, da una parte, rappresentare una proposta politico-istituzionale e, dall’altra, vorremmo essere un’ispirazione: la figura del monarca infatti ispira, ispira perché è una figura continuativa nel tempo ed imparziale e perché rappresenta un tassello fondamentale per il riconoscimento internazionale di un paese.

Non siamo certo però dei nostalgici ma abbiamo un’idea di monarchia nuova e moderna, ben sapendo che, realisticamente, questa non potrà tornare da un giorno all’altro in Italia.

Il nostro obiettivo è quindi quello di cambiare l’idea (tendenzialmente negativa) che gli italiani hanno della monarchia e portarli a vedere la monarchia in una luce positiva come, del resto, avviene in Europa.

Ovunque vi sia una monarchia vi è infatti stabilità e vi è prestigio, cose che nel nostro paese mancano da anni.

Oltre a questo, paradossalmente, la monarchia è anche “business”, nel senso che la sua grande capacità attrattiva genera indotto, come è evidente nel caso dell’Inghilterra.

Da ultimo, v’è anche l’aspetto culturale che, particolarmente in Italia, è fondamentale: ci sono grandi palazzi, grandi collezioni, grandi tradizioni che sono indissolubilmente legate con le monarchie del passato. Queste risorse, se si cambia la visione sulla monarchia, potrebbero essere ulteriormente valorizzate.

AB: abbiamo parlato di monarchia ma non di una casa regnante specifica; voi Giovani Monarchici fate riferimento ad una in particolare oppure siete, per così dire, neutrali?

SB: è evidente che il nostro progetto non possa essere slegato dalle case reali. Noi Giovani Monarchici, in Italia collaboriamo principalmente con Casa Savoia che è inevitabilmente il riferimento per chiunque abbia a cuore l’Italia unita ed è anche la famiglia più attiva dal punto di vista d’immagine.

Ciò non toglie che abbiamo rapporti con tutte le altre famiglie: i Borbone delle Due Sicile, i Borbone Parma ed anche gli Asburgo, che hanno comunque tutti lasciato un’eredità storica, artistica e culturale sul territorio italiano.

A livello Europeo collaboriamo principalmente con monarchie che non sono regnanti in quanto, ovviamente, le monarchie regnanti non hanno bisogno del nostro appoggio politico e pratico, avendo già dei consensi elevatissimi. Collaboriamo invece con le famiglie reali che “non hanno più un trono” e che possono avere interesse a rilanciare la propria immagine ed a dare un contributo ai rispettivi paesi.

Presto infatti, Covid permettendo, i Giovani Monarchici apriranno una sede a Parigi – che è un po’ il cuore aristocratico d’Europa – per poter diffondere ulteriormente i nostri ideali costruendo una struttura a livello continentale.

AB: ti farei ora una domanda di principio facendo riferimento a ciò che abbiamo già detto: potresti spiegare a Libertà in Testa qual è il senso profondo della monarchia, sia guardando all’Italia sia guardando all’estero?

SB: senza dubbio, in Italia, la monarchia può essere una leva di rilancio per il paese: avere un re, una figura stabile e imparziale, potrebbe essere di grande ispirazione per il popolo, che si potrebbe identificare in essa come in una grande famiglia con una propria identità nazionale, culturale e storica.

A livello internazionale, le monarchie europee sono comunque monarchie moderne, al passo coi tempi: l’Olanda, il Belgio, la Spagna ad esempio, con le recenti abdicazioni, sono diventate monarchie molto giovani, dove il monarca rispecchia la classe dirigente del proprio paese e può, appunto, essere un importante punto di riferimento per la nazione.

AB: per concludere, tornando nello specifico ai Giovani Monarchici, quali sono gli obiettivi più immediati che vi ponete?

SB: il primo obiettivo è quello di farci conoscere e per questo stiamo sfruttando molto i social ed altri mezzi telematici, come questa intervista, perché solo così possiamo far passare quello che è il nostro messaggio: non ci occupiamo del passato e, senza nostalgie, vogliamo rilanciare il nostro paese e la sua immagine.

Concludendo, essere monarchici non è solo una questione di famiglia, di passione, ma può essere veramente una proposta per il miglioramento del nostro paese. L’interesse in quest’ambito, specialmente dei giovani, è forte e vivo, basti pensare che i più recenti sondaggi indicano che un terzo degli italiani sarebbe favorevole al ritorno della monarchia.

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